Cronotermostato : tutti ce l’hanno, ma pochi immaginano quanto sia utile

In questo articolo si descriverà come fare un deumidificatore per l’aria fai da te, in maniera molto economica.

Cronotermostati intelligenti: quali sono?

Cronotermostato: a cosa si può collegare?

Come riconoscere il miglior cronotermostato?

Cronotermostati: come fare per farli durare di più

 

Il cronotermostato è un elettrodomestico molto comune nelle case degli italiani, tanto che per molti rappresenta una presenza quasi scontata, ma che in realtà, soprattutto durante l’inverno quando le temperature diventano sempre più rigide, risulta molto utile non solo per garantire una temperatura mite e piacevole all’interno dei locali, ma anche per un’altra serie di motivi. Innanzitutto è uno strumento universale, che si sposa con qualsiasi casa, anche con quelle meno recenti o costruite prima degli anni Novanta che, a causa delle loro caratteristiche, risultano molto difficili da riscaldare con altri metodi, come le serpentine elettriche oppure il camino.

Inoltre, e questo non lo sanno neanche i consumatori più attenti, al giorno d’oggi esistono ben 5 tipi di riscaldamento, tra i quali ne troviamo anche alcuni che non richiedono l’esecuzione di opere murarie né tanto meno l’intervento di un professionista per l’installazione.

lotta freddo e caldo

Riscaldamento: ecco come la tecnologia ha migliorato questo piccolo elettrodomestico

A differenza del vecchio termostato on off, che non riscaldava i locali della casa in modo efficace, generava costi importanti che andavano a rincarare la bolletta dell’elettricità e doveva essere regolato a mano, oggi il riscaldamento, oltre ad assicurare calore a sufficienza per tutte le stanze, può essere regolato con telecomandi a distanza o addirittura con un’applicazione installata direttamente sullo smartphone. Un esempio tangibile ci arriva da domotica, la casa intelligente che sta facendo parlare sempre più persone e che sta catturando l’interesse anche di chi, pur non nutrendo grande interesse nei confronti delle tematiche ambientali, sta iniziando a cercare soluzioni che non gravino in maniera importante sul portafogli.

La domotica, o casa informatica, sembra un’abitazione come tutte le altre, ma in realtà non è così: diversamente dagli ambienti domestici tradizionali, essa infatti è costruita in modo tale da facilitare tutte le attività che si svolgono al suo interno. Nella casa informatica, oltre al riscaldamento e alla climatizzazione dei locali, è possibile gestire automaticamente le tapparelle, le luci, i consumi energetici, gli elettrodomestici e il controllo da remoto di tutti gli impianti presenti nei locali.

Non è la stessa cosa del riscaldamento con sim, perché quest’ultimo, a differenza degli impianti di riscaldamento che possono essere controllati tramite un’applicazione scaricabile da Google Play Store, richiede l’invio di un sms al sistema denominato sms control installato nell’interruttore elettrico. Tornando a parlare della domotica, un altro passo da gigante compiuto dalla tecnologia per quanto riguarda il riscaldamento domestico è stato senza dubbio l’applicazione dell’implementazione di Arduino, una multipiattaforma in Java creata da Massimo Banzi, che ha permesso la gestione via computer attraverso Processing delle luci, delle aperture, del clima e degli antifurto.
In questo modo, grazie ad un semplice programma informatico, i consumatori possono gestire tutti gli impianti del proprio ambiente domestico senza troppi pensieri e senza essere obbligati ad utilizzare un telecomando per ogni apparecchio.

 

Cronotermostati intelligenti: quali sono?

Al giorno d’oggi sul mercato esistono molti cronotermostati intelligenti, che oltre a consentire di risparmiare diversi euro sulla bolletta elettrica, impediscono le dispersione di calore e danno all’utente la possibilità di gestire la temperatura degli ambienti con un semplice click.

Tra i più popolari possiamo trovare il Nest Learning Thermostat, capace di memorizzare i comandi dati dall’utente e di autoimpostarsi da solo, il Netatmo, che ogni mese presenta un rapporto dettagliato sui consumi energetici al consumatore e il Momit Smart, che grazie ad un sensore di presenza, capisce quando una persona entra in casa e, di conseguenza, si attiva subito in modo autonomo.

 

Cronotermostato modulante: vantaggi

 

Il cronotermostato modulante, o adattabile, è chiamato così non perché lavora a moduli, bensì perché è capace di controllare quello che fa la caldaia e di darle dei comandi a seconda della temperatura desiderata dall’utente nel locale in cui è installato. Per esempio, se l’utente vuole 22 gradi all’interno della stanza, ma la temperatura supera quella soglia, il cronotermostato comunicherà alla caldaia di diminuire la potenza, limitando quindi non solo il consumo di gas, ma anche garantendo un ottimo risparmio a livello energetico.

Questi cronotermostati funzionano soltanto con caldaie dell’ultima generazione, che a differenza di quelle più vecchie hanno un costo maggiore, ma che già dopo un mese permetteranno all’utente di risparmiare centinaia di euro per il riscaldamento.
Oltre al risparmio energetico e ad una fattura meno salata, il cronotermostato modulante apporta numerosi altri vantaggi, come il mantenimento di una temperatura costante e un maggiore rendimento rispetto ai cronotermostati tradizionali.

 

Esiste il cronotermostato wifi con commutatore?

Sì, il cronotermostato wifi con commutatore esiste. Con questo termine si intende un cronotermostato smart che può essere gestito con un semplice sms o applicazione specifiche per Android, Smartphone e Ios.

 

Cronotermostato intelligente: perché è comodo averne uno in casa?

Un cronotermostato smart, oltre ad essere semplice da gestire e parecchio comodo (basta uno smartphone per regolarlo), permette di impiegare il tempo in altri modi e, se si è freelance, di lavorare da casa anche durante l’inverno senza battere i denti 24 ore su 24. Inoltre, per chi vive in casa con parenti, genitori o inquilini, non dovrà più fronteggiare liti e malumori a causa della temperatura troppo fredda o troppo calda, né tanto meno i malumori derivanti da una bolletta dell’elettricità troppo elevata.

 

Cosa succede se non si dispone di un cronotermostato?

Oltre al fatto che non si potrà controllare la temperatura presente nei vari locali della casa, con il rischio di ritrovarsi a dover fare i conti con differenze di temperatura davvero notevoli, la bolletta dell’elettricità a fine mese sarà anche molto più alta. Da ultimo, ma non meno importante, le famiglie che non dispongono di un cronotermostato nella propria casa saranno meno invogliate ad abbandonare il calduccio che si prova sotto le coperte del letto e a fare la doccia durante le mattine invernali, mentre i professionisti che lavorano da casa non potranno assicurare prestazioni efficienti ai propri clienti.

Non sorprende quindi che il cronotermostato, così banale in apparenza, sia in realtà una piccola invenzione innovativa e utile, adatta per creare un confort reale e tangibile nella propria abitazione e migliorare la propria qualità di vita.

 

Cronotermostato: a cosa si può collegare?

Il cronotermostato, utile per regolare la temperatura interna alla casa nei diversi momenti della giornata (mattina, pomeriggio e sera), come abbiamo visto in precedenza può essere collegato alle caldaie di ultima generazione per ottenere un risparmio elettrico rilevante e impedire che la temperatura oltrepassi quella desiderata nelle stanze. Non si può invece effettuare un collegamento con la stufa a pellet, mentre invece se si ha una caldaia a pellet, si può eseguire una disgiunzione elettrica.

Dato che questa operazione è molto complessa, e spesso non riescono a portarla a termine neanche gli esperti del fai da te, consigliamo di effettuarla soltanto con un professionista dell’Inail per evitare di ritrovarsi senza riscaldamento e senza acqua calda. Il cronotermostato non può essere collegato invece ad un ventilatore, perché il ventilatore mette soltanto in moto l’aria, ma non fa abbassare in alcun modo la temperatura.

Può però essere connesso ad un climatizzatore, che a differenza del riscaldamento, si occupa di raffreddare l’aria presente nelle stanze. Per quanto riguarda le piante idroponiche, in tal caso non è possibile alcun tipo di collegamento, dato che non si tratta di apparecchi per alzare o per far calare la temperatura, bensì di coltivazioni che non vengono effettuate nel suolo.

 

Cronotermostato: fa risparmiare energia oppure il risparmio dipende dalla classe energetica degli apparecchi?

 

Sì, il cronotermostato può far risparmiare molta energia: basti pensare che il Nest, uscito nel 2011 negli Stati Uniti, in più di sette anni di attività è riuscito a far risparmiare più di 4 milioni di Kwh a famiglie provenienti da tutto il mondo. Questo cronotermostato intelligente, a differenza dei modelli più vecchi, può essere tenuto sotto controllo grazie ad un’app gratuita scaricabile da Google Playstore, anche quando si è fuori casa. E non è tutto: Nest, oltre ad incentivare il risparmio, dà un’occhiata anche al consumo degli altri elettrodomestici ed è in grado di captare le abitudini degli occupanti della casa e di regolare la temperatura di conseguenza, ad esempio facendo trovare un bel calduccio la mattina oppure rinfrescando l’ambiente durante le ore della notte.

fiammitero acceso per riscaldare ambiente

Cronotermostato: dove posizionarlo?

Il cronotermostato dev’essere posizionato in salotto, nella sala da pranzo oppure in un locale collocato in un posto centrale della casa e non troppo freddo. Se non si adotterà questo accorgimento, il rischio è quello di avere una temperatura troppo alta in tutte le altre stanze dell’abitazione. La normativa vigente in Italia prescrive inoltre di posizionare l’apparecchio ad almeno 150 centimetri dal pavimento, oppure su un mobile o su una mensola, lontano da fonti di calore e di correnti d’aria, che potrebbero comprometterne il funzionamento.

Se nell’abitazione sono presenti dei bambini piccoli, per evitare che tocchino il display e cambino le impostazioni, è consigliabile scegliere un cronotermostato con un sistema di bloccaggio dei tasti o che richieda l’inserimento di una password, anche se c’è da dire che con i cronotermostati “a cavalieri” è facile che si verifichino incidenti di questo tipo.

 

Cronotermostato: come avviene il collegamento?

Fino a non pochi anni fa il collegamento del cronotermostato avveniva sempre in modo analogico e tramite il contatto tra i fili elettrici e la caldaia: ciò comportava l’intervento di un elettricista o, per chi preferiva il fai da te, la rimozione della corrente elettrica in tutta la casa e, in seguito, la fissazione del cronotermostato e il successivo collegamento dei due fili elettrici dell’apparecchio ai morsetti della caldaia. Oggi però, grazie allo sviluppo della tecnologia, esistono anche dei cronotermostati wi-fi che possono essere collegati senza bisogno di effettuare interventi sui fili elettrici: per farlo, è sufficiente connettere il dispositivo esterno del cronotermostato alla caldaia, come quando si accende un interruttore, e il gioco è fatto.

 

Cronotermostato: occupa molto spazio?

No, il cronotermostato non occupa molto spazio, perché le sue dimensioni medie non superano mai i 96x59x49,8 millimetri, quindi può essere utilizzato sia nelle case spaziose, sia negli appartamenti molto piccoli, come i monolocali.

 

Cronotermostato: è brutto?

No, il cronotermostato moderno non è brutto, anzi: spesso è un oggetto di design curato nei minimi dettagli, che si adatta perfettamente a qualsiasi stile di arredamento, dallo Shabby Chic (in questo caso si potrà optare per un cronotermostato bianco e che si fonda in modo armonioso con i colori pastello) fino all’Industrial più estremo. La maggior parte dei cronotermostati, come il cronotermostato da incasso settimanale prodotto da BPT, si presentano con una forma rettangolare e tonalità che vanno dal bianco al grigio metallizzato, mentre altri, come il già citato Nest, sono molto simili a dei piccoli orologi digitali.

 

Cronotermostato: è molto ingombrante?

No, come già scritto in precedenza, il cronotermostato non è ingombrante, perché raggiunge le dimensioni massime di 96x59x49,8 millimetri. Per quanto riguarda invece i cronotermostati ad incasso, che a differenza di quelli tradizionali possono essere rimossi dalla loro sede e ricollocati in un altro punto della casa, alcuni modelli possono arrivare a misurare 14x16x8 centimetri, ma in genere si tratta di poche eccezioni (un esempio è il cronotermostato da incasso settimanale prodotto dalla Perry, che è uno dei più grandi della sua categoria).

 

Come riconoscere il miglior cronotermostato?

A dipendenza che si decida di comprarlo online o in un negozio tradizionale, per riconoscere il miglior cronotermostato ci sono diverse strade: o chiedere il parere di un commesso, questo nel caso in cui si opti per l’acquisto in un negozio tradizionale, o leggere le recensioni che si possono trovare sui blog o sui siti dedicati ai cronotermostati o i feedback dei clienti su Amazon, che di solito sono posizionate alla fine della descrizione di un prodotto.

 

Cronotermostato: ha bisogno di corrente?

Sì, il cronotermostato per funzionare ha bisogno di corrente, quindi dev’essere posizionato nei pressi di una presa elettrica. Esistono anche cronotermostati a batteria, come il cronotermostato a batteria da parete bianco della Vimar, ma oltre ad essere meno diffusi, spesso non vengono venduti con le batterie incluse, quindi per poter farli funzionare il cliente è obbligato ad acquistare le batterie a parte.

 

Cronotermostato: è complicato da usare?

Dipende dai modelli. Alcuni cronotermostati, come i modulanti e i digitali, necessitano di qualche minuto passato a studiare il libretto delle istruzioni, in quanto presentano diverse funzionalità e non sempre il loro funzionamento è intuitivo. Per contro i modelli meno evoluti, come i cronotermostati analogici, risultano molto più facili da utilizzare perché non presentano un numero elevato di comandi e di funzioni, ma se l’utente opterà per essi, dovrà mettere in conto qualche imprecisione nella regolazione del calore nonché una difficoltà maggiore a reperire i pezzi di ricambio in caso di guasti, visto che si tratta di una tecnologia ampiamente superata.

Il libretto delle istruzioni, questo nel caso dei cronotermostati più evoluti, può fornire un aiuto prezioso ed esaustivo, ma se l’utente ha comunque dei dubbi oppure non riesce ad impostare il cronotermostato in modo corretto, suggeriamo di chiedere consiglio ad un esperto oppure, se presente, di contattare il servizio di assistenza clienti della ditta produttrice, di modo da ottenere immediatamente un supporto tecnico.

Per quanto concerne la loro programmazione, in linea di massima i cronotermostati moderni possono essere programmati anche dagli anziani, dai bambini e dai millenials, i nativi informatici che hanno dimestichezza con la tecnologia, tuttavia se si è alla prima esperienza con i cronotermostati oppure non ci si sente sicuri, consigliamo di scegliere quelli programmabili, che oltre ad essere più facili da utilizzare, sono molto intuitivi e spesso non hanno bisogno del libretto di istruzioni per poter essere attivati e compresi.

 

Cronotermostato: può controllare anche l’umidità?

Sì, esistono anche dei cronotermostati in grado di controllare il livello di umidità presente in una stanza. Questi cronotermostati, anch’essi disponibili in commercio, sono chiamati cronotermostati con umidostato. Per quanto riguarda i modelli, un esempio è rappresentato dal Mithos H bianco da parete a batterie, prodotto dalla Vemer SPA e capace di gestire in modo indipendente sia l’umidità sia la temperatura.

 

Cronotermostato: discriminante costo

I cronotermostati con umidostato, pur essendo ottimi per tenere sotto controllo l’umidità e per impedire che la muffa prenda d’assalto le pareti di una casa o di un appartamento, sono anche i cronotermostati più costosi: i più economici infatti partono sempre da un prezzo di 70 euro fino ad arrivare a sfiorare i 300 euro nei modelli più all’avanguardia. Tra i cronotermostati più economici troviamo invece, oltre a quelli analogici (che, come abbiamo già visto, per contro non sono così precisi e, in caso di guasto, è difficile trovare i pezzi di ricambio), anche alcuni modelli di cronotermostati settimanali digitali, come quelli prodotti dalla Bravo e dalla Plikc che non superano i 40 euro.

Per quanto riguarda le marche, tra le più costose possiamo annoverare la Nest, la BPT SPA, la Netatmo e la Bticino.

Esistono anche cronotermostati cinesi, disponibili su siti come Alibaba e Light in the Box, che possono essere comprati a meno di 20 euro, ma dato che quest’ultimi spesso non sono molto chiari o non dispongono di libretti di istruzioni in italiano o in inglese, ne sconsigliamo l’acquisto, a meno di non avere già una certa pratica con i cronotermostati e con le loro funzioni di base.
C’è però da dire che alcune aziende europee, per abbattere i costi, fanno realizzare i loro prodotti in Cina all’insaputa dei consumatori, ma attenzione: questi cronotermostati, anche se provengono dall’Asia, devono rispettare criteri molto severi, soprattutto in materia di sicurezza, per poter essere commercializzati in Europa, quindi sono molto più affidabili e offrono più garanzie ai clienti.

 

Cronotermostato: quale scegliere

La scelta del cronotermostato è molto personale, perché occorre tenere in considerazione numerosi fattori: la disponibilità economica del nucleo famigliare, l’obiettivo che intende raggiungere con l’installazione di un cronotermostato (risparmiare energia elettrica, controllare l’umidità, avere sempre una temperatura calda nella propria abitazione, ecc.) e, da ultimo ma non meno importante, la semplicità o meno d’uso.

Per esempio il Netatmo, che può essere regolato tramite l’uso dello smartphone, può essere un’ottima scelta per una famiglia giovane o per una persona abituata ad utilizzare la tecnologia, ma estremamente complicato da usare per un anziano o per un utente alla prima esperienza con i cronotermostati (per i quali il CDS-7 20, creato dalla Lafayette e che offre dieci programmi impostati, potrebbe essere una scelta più consona).
Lo Zefiro 1CR CR022B invece, grazie alla sua visualizzazione ampia e ai suoi numeri digitali scritti in grande, può risultare molto utile per tutte quelle persone che hanno difficoltà a vedere da lontano o che, per farlo, sono obbligate a mettere degli occhiali.

Scegli il cronotermostato più adatto alle tue esigenze !

Cronotermostato: guasti più frequenti

 

1.Il cronotermostato non si accende

Se si tratta di un cronotermostato a batteria, è probabile che le batterie siano scariche, quindi andranno sostituite. Se anche con la sostituzione delle batterie persiste il problema, in questo caso si dovrà resettare l’apparecchio o procedere con l’acquisto di un nuovo cronotermostato.

 

2.Il cronotermostato non riesce più a controllare la temperatura

Se il cronotermostato non riesce più a regolare la temperatura, è possibile che siano presenti delle micro fratture causate dalla cattiva manutenzione o da ripetuti colpi e vibrazioni. Questo guasto non lascia molte possibilità di scelta, visto che il soffietto si è deformato in modo definitivo e non riesce più ad effettuare il collegamento elettrico: occorre sostituire il cronotermostato.

 

3.Il cronotermostato non fa partire la caldaia

Se il cronotermostato non fa partire la caldaia, le possibilità sono due: o l’apparecchio ha rivelato nella stanza una temperatura superiore a quella impostata (quindi non dà l’ordine alla caldaia di accendersi), oppure se è stato appena acquistato, deve ancora completare il suo periodo di autoapprendimento, che in genere ha una durata di tre settimane. Per ovviare al problema, potrebbe essere utile anticipare il periodo di accensione alla mattina, di modo da avere la temperatura richiesta all’ora indicata (per esempio, se ci si alza alle 06.30 del mattino, invece di impostare il cronotermostato per le 06.30, potrebbe essere utile anticipare l’accensione alle 05.30).

 

Cronotermostati: cosa fare per farli durare di più

I cronotermostati non hanno bisogno di una particolare manutenzione, tuttavia se si desidera farli durare di più, è possibile mettere in atto alcuni piccoli accorgimenti, ad esempio rimuovere le batterie se si prevede una lunga assenza da casa (per esempio durante le vacanze estive). Se si vuole pulirlo, suggeriamo di adoperare un panno in microfibra, utile per rimuovere la polvere, e di evitare invece nel modo più assoluto l’impiego di saponi, detersivi o acqua, perché gli stessi potrebbero danneggiare il display oppure infiltrarsi nei tasti del cronotermostato, compromettendone il regolare funzionamento.

 

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